Archivio per la categoria ‘tappe e tappi’

FlegreaPark.it

11 Luglio, 2008

 

 Molto interessante, ben strutturato, e soprattutto un’ottima iniziativa.

I Campi Flegrei sono una zona molto estesa della provincia di Napoli, dove è possibile immergersi in panorami perduti, fare un salto indietro nella storia degli antichi greci, visitare reperti archeologici forse unici e perdersi tra le antichissime legende di dei adirati e incantevoli fattucchiere. Purtoppo, come già detto, è provincia, e in Campania, tutto ciò che è provincia, viene abbandonato a se stesso. Il FlegreaPark.it è un portale nato con l’obiettivo di rilanciare questa zona, e far sì che il turismo arrivi anche in questi posti davvero meritevoli ma un pò sfortunati e purtoppo dimenticati. Ci sono mete davvero affascinanti tra Baia, Bacoli, Monte di Procida, spiaggette nascoste, storici edifici riscoperti, e poi la Solfatara, i centri termali, i laghi di origine vulcanica avvolti da una vegetazione unica, e grotte dove realtà e immaginazione s’incontrano, come la grotta della Sibilla, sotto il lago d’averno dove un anziano signore per pochi spiccioli ti accompagna all’interno raccontandoti le vicende di giuerrieri e dèi in modo molto suggestivo ma soprattutto con grande passione.

paraPONZAponzipò!

8 Luglio, 2008

Da dove cominciare… forse dal mare limpido e cristallino? dal cielo sempre sereno? dalle spiagge sempre fresche e ventilate? dalle calette inarrivabili e per questo paradisiache? o forse dalle cenette a base di pesce? orate, pesce spada, calamari, gamberi, gamberetti, gamberoni…? dalle grotte marine?dai fondali di un colore che non esiste? dal panorama che si vedeva da casa nostra? dai tramonti romantici?

 oppure sarebbe meglio iniziare dalle foto dei primi tre giorni andate perse? dall’ultimo giorno rovinato per colpa della compagnia di trasporti? dai motorini che ci lasciavano a piedi in salita? dai milleduecento scalini fatti in un giorno? dal naso bruciato e spellato? dai polpacci che la sera non ti sentivi più? dai litri di crema idratante sulla schiena bollente? dalla mia presunzione di voler fare una foto sexy in riva al mare e rischiare la morte?

chi non ci ha prvato almeno una volta a giocare al calendario sexy? hihihi!siate onesti!

Non saprei da dove iniziare e quindi concludo direttamente: una meta perfetta per chi cerca mare azzurro, scogli riservati, spiaggette rilassanti, panorami incantevoli e grandi mangiate di pesce fresco!  

La consiglio a tutti! per vedere altre foto clicca qui

buone vacanze!

29 Giugno, 2008

guradatela! non è bellissima la mia bambina?

Dopo avrne rotta una e persa un’altra, sempre e solamente per colpa dell’alchol, ho deciso di andare a spendere tutti i miei risparmi per questo gioiellino. Potevo aspirare a qualcosa di più professionale ma la tasca piangeva e i tempi erano estremamente brevi. Martedi si va in vacanza!!!! e quindi vi lascio ma solo per una settimana, e dato che non potevo assolutamente partire senza di Lei sono corsa a farla mia anche perchè sennò quando torno come faccio a farvi morire tutti di invidia?! immortalerò ogni singolo sassolino, ogni singolo fiorellino ma soprettutto ogni singolo attimo!

dimenticavo la destinazione:

 

BUONE VACANZE! ;)

i miss

6 Giugno, 2008

A volte non te ne rendi conto, altre volte è palese, ma incontri persone che non volendo ti insegnano tanto, quasi tutto quello che hanno da insegnarti, solo attraverso degli sguardi. Una di queste mi ha insegnato che per quanto una giornata possa sembrarti nera non lo è mai del tutto. Non si dice MAI che giornata di merda, o che pessima giornata. E anche stavolta, solo perchè si è passata una notte in bianco ripensando a tutto e di più, e solo perchè ti sei svegliata con un forte malditesta, e uscendo di casa è venuto a piovere, e le macchine ti hanno inondato passando nelle pozzanghere, e alla posta hai fatto  una fila interminabile, e nessuna delle tue mail ha avuto risposta positiva, e non hai ricevuto le telefonate che avresti voluto ricevere… bhè non è abbastanza per poter dire che è una giornata del cazzo! ed è vero… oggi mi verrebbe voglia di sbattere tutto per l’aria, affacciarmi nuda dal mio sesto piano e gridare sulla gente che sono incazzata e delusa, sfasciare il pc contro il muro e chissà cos’altro, ma in effetti non è successo nulla di irreparabile… e dopotutto, sono solo 3 del pomeriggio…

quando si dice che una canzone descrive al meglio il proprio stato d’animo… eccola la canzone della nottata    LINEA77 IL MOSTRO

consiglio di sparare il volume al max…

buona giornata ;)

cieli e pensieri

24 Maggio, 2008

Ci sono delle immagini che ti vengono in mente all’improvviso, momenti a cui non pensavi da tanto, che ricordi quando credevi di averli dimenticati, le associazioni involontarie di Proust e le sue maledette pètit madeleine. Ieri siamo andati a festeggiare la seconda laureata del gruppo e dopo averla alzata di peso dalla pista da ballo ci siamo diretti verso casa. Era ormai l’alba e sotto l’effettto dell’alchol ho iniziato a ricordare dei momenti a cui non pensavo più da tempo.

Tra i tanti ci sono tre momenti ai quali ho pensato in particoalr modo sul sediolino di dietro in tangenziale guardando il cielo.

 

 

La prima che ricordo con maggiore affetto è l’alba ammirata in Potsdamer Platz con la mia compagna di viaggio. Di ritorno da una delle tante serate techno, un pò annebiate a flesciarci sotto il palazzo a punta (come l’abbiamo facilmente soprannominato) e poi stese sotto la cupola del SonyCenter in silenzio a perderci tra le ombre della stuttura. E’ stato uno dei momenti più belli di quella fantastica esperienza alla quale almeno una volta al giorno penso sorridendo.

La seconda riguarda il mio secondo anno a Pesaro. In tre anni lì ho visto più cieli albeggiare che soli alti a mezzogiorno, ma quello che mi è venuto in mente stamattina riguarda un ritorno da Rimini, con la mia coinquilina, in due su una bici sgangherata recuperata alla stazione, che spezzava il silenzio della città. Al primo bar aperto, ormai alle 6 del mattino, ci siamo sparate una colazione a base di tramezzini tonno e maionese, se ci penso mi viene la nausea…insomma la solita routine.

La terza eravamo a Vieste, il compleanno di Claudia l’anno scorso è durato tre giorni. Lì il sole l’abbiamo aspettato: ci siamo scelti una panchina e abbiamo atteso il primo raggio che uscisse dal mare con gli occhi tutti raggrinziti, per guardarla in faccia quella sfera infuocata.

E poi ce ne sono tante ma tante altre. Di ritorno da aperitivi che iniziavano alle 8 di sera e finivano 10 ore dopo con cornetti e cappucini, di ritorno da serate solodonne sul mio letto a chiacchierare e fumare, il fruscio dell’acqua della fontana in piazza sotto la mia finestra, e di ritorno dai concerti, dalle serate al Velvet, distrutte ma mai abbastanza per poterci godere quella prima luce del mattino.

E stamattina finalmente un’alba tutta Napoletana, da Cuma a Napoli il cielo che schiariva e una foto ci voleva (ma col cellulare,che mi son persa la macchinetta stanotte), caso ha voluto da Salvator Rosa, davanti al nostro Liceo (acronimo di Cielo_ sarà un caso). Quasi a ricordare da dov’è partito tutto!

1001!

21 Maggio, 2008

Ahahahahaha! he cosa emozionante! oggi ho aperto il mio blog e ho visto che aveva raggiunto 1001 visite!Non 1000 ma milleuno!…si vabbene è una cosa sciocca da scrivere, ma è simpatica da notare,e più che altro mi fa strano che per 1001 volte la gente si sia fatta i fatti miei!certo non saranno tante mille visite in tre mesi, ma mi senbra un bel traguardo!

Il filo conduttore

17 Maggio, 2008

Stanotte ho fatto un altro dei miei assurdi sogni/incubi.

Tanto per cominciare ero a Berlino, di nuovo, in un parco enorme col mio purtroppo ex camper, alcuni miei amici, almeno credo, e alcune persone del tutto sconosciute. La cosa delirante è che nel sogno facevo la stessa scelta che ho fatto più  o meno un anno fa. L’unico problema è che quella scelta la facevo col cosiddeto SENNO DI POI.. terribile.. in realtà tutti vorrebbero prendere decisioni sapendo in anticipo quali saranno le conseguenze, sarebbe tutto molto più facile, si eviterebbero gran parte delle scelte sbagliate e delle decisioni affrettate e vivrebbero tutti felici e contenti… ma mi sa che non è così, e credo sia un bene. So che quello che sto per dire può sembrare abbastanza scontato, ma credo che nessuna decisione sia mai del tutto sbagliata anche quella che col sennodipoi non rifaresti mai. Ogni scelta può avere conseguenze piacevoli o meno, inaspettate o previste, ma necessarie. Necessarie per andare avanti e poter confrontare le future con le precedenti esperienze e andare avanti seguendo un filo da te stesso steso.

 

Solo un anno fa avevo aspettative completamente diverse da quelle che ho oggi, progetti, seppur a breve termine, diversi, alcuni dei quali che ora posso definire felicemente realizzati con un sorriso malinconico sulle labbra, e forse anche dei sogni diversi. Quella che non bisogna rinunciare ai propri sogni è una frase detta e stradetta, e forse anche un pò fuori luogo visti i tempi che corrono, ma che i sogni possano cambiare così velocemente è lecito? In soli 12 mesi, forse anche meno, possono cambiare le proprie esigenze, le proprie aspirazioni, le proprie necessità? Se alcune vengono appagate si, ma se alcuni degli obiettivi non vengono raggiunti, possono essere messi in secondo piano? Io l’ho fatto, e oggi posso dire di essere contenta di tutte le decisioni che ho preso da tre-quattro anni a questa parte, gestirei meglio i tempi, quello si, ma le scelte resterebbero le stesse. Anche quelle che sono sembrate azzardate e tragiche mi sono servite tanto, tantissimo per poter continuare a seguire il mio filo!

obrigada!

8 Maggio, 2008

Partire da Roma è stato indispensabile, ma anche dormire in Aeroporto fa parte dell’esperienza. Partiti alle 5 e Arrivati a Lisbona alle 8 ora locale con la schiena già a pezzi ci siamo permessi una doccia veloce e poi subito in giro per la città, che non starò qui a descrivere monumento per monumento, non ha senso… i viaggi raccontati,si sa, non rendono! Dopo le prime chiese e i primi negozi ci ficchiamo in un vicoletto e ci sediamo in un baretto nel cortile di un palazzo e ordiniamo una bella bottiglia di vino verde tipico portoghese e via verso l’ebrezza! un pò brilli decidiamo di proseguire il nostro cammino ancora qualche giro barcollando e via su uno di quei bei bus che si fanno il giro della città e ti spiegano tutto in tutte le lingue tranne che nella tua. Sarà stata colpa del lungo viaggio di cui eravamo reduci, o del buon vino entrato in circolo, o della colonna sonora proposta dalla guida, chissà, fatto sta che i due viaggiatori si addormentano sul pullman! …è necessario specificare che qualcuno russava.

 

svegliati in tempo per la fermata cloù ammiriamo ancora qualche bel monumento e palazzo e senza nemmeno mangiare torniamo in albergo dove ignoriamo la sauna e la jacuzzi che ci erano gentilmente offerte, per addormentarci vergognosamente alle 8 di sera. …è necessario specificare che era ancora pieno giorno.

Svegli all’alba meno un quarto grande colazione continentale e su per il quartiere vecchio, bellissimo, caratteristico, pittoresco, e dopo una tappa in uno di quei paesini caratteristici fuori dalla capitale ci siamo diretti verso l’Oceano. Non poteva mancare, anzi, non doveva mancare. Ci siamo andati apposta a Lisbona.

Volevamo respirare l’aria dell’Oceano, prendere il vento che arrivava dall’altra parte del mondo, e sapere cosa si provava a stare sulla punta più occidentale dell’Europa, seguire il contorno di un continete fin dove l’occhio riesce, e vedere la linea dell’orizzonte diventare curva … è necessario specificare che qualcuno si è emozionato.

Fatto tutto ciò, quello che ne è seguito è stato turismo consumista allo stato puro. Shopping, cenetta tipica, giro dei localini notturni del barrio Alto, incontri con i pazzi della notte, restare intrappolata tra le porte della metro, macchiarsi e ustionarsi col caffè bollente addosso… nel complesso, un viaggetto fantastico…un’altra meta toccata.

le altre foto sono qui

Organizzazione di eventi

8 Maggio, 2008

Come si organizza una festa a sorpresa di successo???

BENE: prima di tutto bisogna avere un festeggiato abbastanza stralunato che mai vada a pensare che qualcosa bolla in pentola proprio per lui.

Secondo ingrediente indispensabile è un team di amici pronto a tutto e con ottime qualità organizzative a cui lasciare le tue proprie chiavi di casa e una serie di post-it appiccicati su ogni piatto, vassoio, tavolo, ecc… Se poi il team sa anche cucinare fantastiche crostate salate, babà rustici e pasta al forno siamo a cavallo!

Terzo: una casa non toppo grande ma in grado di contenere 25 persone senza che il pavimento sprofondi al piano di sotto preferibilmente abitato da inquilini tendenti alla sordità.

Quarto elemento necessario avere un frigorifero abbastanza capiente da contenere 4 tiramisù di media grandezza, e vino in abbondanza.

La festa a sorpresa riesce ancora meglio se a gridare SORPRESA tra gli invitati c’è qualche faccia totalmente sconosciuta al festeggiato e se affacciandosi dal sesto piano si riesce a beccare in tempo i ladro che sta fregando la macchina alla new-entry del gruppo!

Concludere il tutto con fantastici regali tra cui tre giorni a Lisbona!

Ed è fatta! tempo di cottura: una settimana.

la fine di un’era

2 Maggio, 2008

 

La fine di un’epoca, la fine delle belle vacanze, dei viaggi con la famigliola al completo, la fine di migliaia di km macinati come se niente fosse, delle litigate con la sorellona per chi doveva sedere dalla parte del finestrino, del “partiamo di notte così le bimbe dormono”, del tetris con i bagagli, dell’arriviamo finchè possiamo e sostiamo una notte in autogrill finchè siamo in Italia che domani si riparte presto, con i camion. La fine del “non vedo l’ora di arrivare”, sì ma di arrivare dove? bhò non s’è mai capito!si partiva con una meta e s’arrivava chissà dove e chissà come. Un furgoncino che viaggiava senza stancarsi, senza affannare, certo il massimo erano i 100 all’ora ma solo se in discesa e col vento a poppa. Un furgoncino che in Italia si rifiutava di camminare ma che una vola passato il confine si scatenava, sulle 4 corsie della germania, della francia. Ma non c’era mai fretta. kilomentri e kilomentri fatti per rilassarsi, per stare insieme, almeno un mese intero, perchè dopo 9 di solo lavoro e sola scuola, se lo meritano tutti. Un intero mese di battibbecchi, di risate, di curiosità, di papà che guida e la notte russa al piano di sopra, di mamma che prepara le colazioni, panini, frittatine e caccia fuori i principini così le bimbe stanno buone che il viaggio è lungo. E ancora… le code di notte aspettando l’imbarco, camper, roulotte, camion e auto varie tutti in fila ordinatissimi, e gli sbarchi ancora meglio! sempre d’avanti alla carovana ad aspettare che il muso della nave lasciasse uscire i turisti curiosi. Corsica, Grecia, Croazia, quando mi andava bene, e sennò le capitali le coste dell’Oceano, la Finandia e il circolo polare, la casa di Babbo Natale, la Spagna, quasi tutta, la Normandia e lo sbarco, la Turchia, Istambul quando ancora si poteva, l’olanda e i suoi campi di tulipani, infiniti, il belgio, Berlino l’anno dopo la caduta del muro, rimasta nel cuore, con Parigi e il Louvre, e Bilbao con la festa dell’indipendenza e il Gughenaim, l’Ile d’Oleròns, e poi Praga, e l’Austria, quasi tutta che tanto è piccola si fa in fretta a girarla. E’ finita l’epoca dei campeggi, del trova la piazzola giusta, del “siamo in discesa”, del va a prendere l’acqua, andate a lavare i piatti, no, non mi va, vacci tu. Delle zanzare che ti ronzano nelle orecchie di notte, che per schiacciarle beccavi tua sorella in faccia, di papà che prepara la brace che oggi ha pescato un pesce, che ha beccato un bel polipo, e di mamma che spalma il dopo sole sulle spalle bruciacchiate dal sole, che prepara la borraccia. E come dimenticare le passeggiate nei bochi, immersi nella natura, sfiancanti scarpinetti del chi si ferma è perduto, del non parlare e cammina, del non ti lamentare che dove lo vedi a Napoli tutto questo verde, dei laghi vulcanici che per arrivarci hai voglia a camminare, del risaliamo il fiume e poi facciamoci il bagno, dell’acqua gelata dei torrenti, delle sorgenti. E ancora delle giornate nei musei, nelle chiese, di guarda questo e guarda quello, di Picasso di Matisse di Mirò che a 5 anni già dipingeva, di Van Gogh e dei suoi coltivatori di patate, altro che girasoli e poi l’arte moderna e la contemporanea “e che roba è?lo so fare pure io!e dai ma andiamo al mare…”

Anche quest’era è finita… i viaggi con la famiglia in giro e all’avventura su un Volksvagen dell’83 che ogni tanto perdeva qualche pezzo ma che non si fermava mai, ci portava ovunque volessimo, del frigo che deve stare all’ombra, del tetto di tela che quando piove si tira giù che sennò s’inzuppa e si dorme tutti giù un pò stretti, delle ruote he si bucano, delle officine di strada, dei pezzi di ricambio.

Non credevo ci si potesse afezionare così tanto ad un oggetto. Un furgoncino così piccolo che portava con sè gran parte dei miei ricordi più belli… 18 anni di ricordi… ed ora è pronto a regalarne altri a qualche altro bambino che a bocca aperta si fermerà davanti a qualche spettacolare panorama e incantevole monumento con la sua famiglia e crescerà soprattutto grazie a tutto ciò!