Archivio per la categoria ‘my place’

Sola con me

20 Luglio, 2008

e poi ieri è andata così, dopo una breve analisi delle opportunità che il week-end avrebbe offerto in città, mi sono catapultata dal letto, ho infilato il mio mitico costume rosso, e mi sono diretta, con in più soltanto la protezione solare nella borsa di tutti i giorni, dritta verso il porto. So che non ce la farò mai a prendere l’aliscafo in tempo ma ci provo. Metropolitana, autobus, purtroppo è tardi e allora cambio di programma- ma non di meta-  diretta alla stazione. vado a fare il biglietto del pullman, in un’ora sarò arrivata. niente da fare ho perso anche quello, mmm.. fammi pensare. 100 metri più avanti c’è il treno, ci metterò un pò di più, ma non fa niente. Si è scaricato l’iPod, mannaggia, vabbè ho il mio libro, a che ora passa il treno? alle 13 e 11….. sì aspetto. eccolo. 1, 2, 3, 4, …13 fermate.. però, credevo meno… arrivata a metà strada, che fare, giù dal treno e su sull’autobus. giusto in tempo! quanto ci mette? “2 ore e 15 minuti”. accidenti… ma ne vale la pena.

e poi: Sorrento, Positano, Praia… Amalfi. Tutte curve, tanto Cielo, tanto Verde, ardente il Sole, …. infinitamente Mare.

arrivata al tramonto, un bagno, fresca l’acqua, calda la sabbia… silenzio.

FlegreaPark.it

11 Luglio, 2008

 

 Molto interessante, ben strutturato, e soprattutto un’ottima iniziativa.

I Campi Flegrei sono una zona molto estesa della provincia di Napoli, dove è possibile immergersi in panorami perduti, fare un salto indietro nella storia degli antichi greci, visitare reperti archeologici forse unici e perdersi tra le antichissime legende di dei adirati e incantevoli fattucchiere. Purtoppo, come già detto, è provincia, e in Campania, tutto ciò che è provincia, viene abbandonato a se stesso. Il FlegreaPark.it è un portale nato con l’obiettivo di rilanciare questa zona, e far sì che il turismo arrivi anche in questi posti davvero meritevoli ma un pò sfortunati e purtoppo dimenticati. Ci sono mete davvero affascinanti tra Baia, Bacoli, Monte di Procida, spiaggette nascoste, storici edifici riscoperti, e poi la Solfatara, i centri termali, i laghi di origine vulcanica avvolti da una vegetazione unica, e grotte dove realtà e immaginazione s’incontrano, come la grotta della Sibilla, sotto il lago d’averno dove un anziano signore per pochi spiccioli ti accompagna all’interno raccontandoti le vicende di giuerrieri e dèi in modo molto suggestivo ma soprattutto con grande passione.

08/07/08 IO C’ERO!

8 Luglio, 2008

Fantastico!!! il concerto che aspettavo non so nemmeno più da quanto tempo! Il Pino Daniele di una volta, quello ca rà’n faccia senza se fermà, con il sassofono di James Senese e alla batteria di Tullio de Piscopo… tutta un’altra storia! Bel concerto, bella musica ma soprattutto un bel pubblico che la pensava come te e che aspettava questo concerto da tanto e che d’istinto ha cacciato gigi d’alessio a suon di fischi e bhuuuuu! che nel modo più assoluto non c’entrava niente con tutto quello…ma dico io: chi l’ha invitato?che pino daniele gli ha perfino intonato una musichetta per farlo andare via…chi l’ha visto su rai1 avrà capito di che parlo! sentire le vecchie canzoni dal vivo, e cantarle a squarciagola con lui e altre migliaia di persone in una piazza affollata, la tua piazza preferita!

 

 
E passerà
sarà un vento caldo
solo pieno di pazzie
che dal sud arriva
e ti tiene sveglio
anche se è un po’ lento
vedrai che correrà
E passerà
lasciami gridare
solo un po’ di melodia
se capisci va bene
o sinnò te futte
non puoi dirmi sempre
che tempo non ce n’è
ma che tengo ‘a vedè’
Ma c’allucche a ffà
e manco ‘a vuò fernì’
‘a vita è ‘nu muorzo
ca nisciuno te fà dà’
‘ncoppa a chello ca tene
e picciò stamme a sentì’
pierde tiempo a te guardà
pierde tiempo a te guardà

sogna di più, pensa di meno

15 Giugno, 2008

Dopo una settimana di colloqui falliti mi sono buttata di testa in un’altra gioiosa attività che possa movimentare le mie giornate estive. Ora sono: Animatrice di bambini! durante cerimonie, dove gli adulti si infilzano di cose buone-beati loro-, i loro bimbi vengono tenuti a bada da sventurate ma creative ragazze-povere noi. Nonostante sia compreso un forte mal di testa con i pochi soldi guadagnati è un lavoro che mi piace. Mi diverte star dietro a delle piccole pesti, i bambini per quanto scatenati e furiosi, sono tutti dolcissimi, teneri e ti fanno fare delle gran risate. Ieri ero ad un matrimonio dove c’erano solo due bambini (non capita mai, sarà stata la fortuna della principiante), non ho lavorato molto, e la maggior parte del tempo l’ho passata ferma all’impiedi vicino alle porte per non essere d’intralcio ai camerieri che sfrecciavano carichi di piatti, con in sottofondo la musica jazz suonata da un trio bravissimo alle mie spalle. Sono stata lì di fianco a loro per tutto il pranzo mentre suonavano, dovevo essere visibile dai genitori nel caso i bambini avessero finito di mangiare o dovessero andare al bagno, riuscendo però a mascherare la mia posa stile schienadistrutta.  Ad un certo punto mi sono lasciata trasportare dal sassofono, dal piano, dalla chitarra e mi sono immaginata in un’elegantissima sala da ballo a danzare con un vestito svolazzante, magari di seta…. Non credo di aver chiuso anche gli occhi ma posso dire con certezza che ondeggiavo visibilmente- VIETATISSIMO-e di sicuro qualcuno mi ha vista… come il papà di uno dei due bambini che si è sbracciato una decina di minuti cercando di chiamarmi per portare il bimbo a giocare!

cose che capitano!

l’inseguitore

8 Giugno, 2008

 Molto contenta! mi piace molto andare a teatro ma purtroppo non è una cosa che faccio spesso. Ieri si però, siamo andati a vedere L’inseguitore di Tiziano Scarpa. Moooooooolto bello. Forse triste, angosciante, ma reale, e soprattutto stimolante. Uno sguardo sull’Italia, sui suoi paradossi, sulla diffidenza, sull’indiffrenza, forse sull’amore forse sull’odio, sul sogno, sulla fuga, sulla libertà e sulla non libertà. Personaggi realistici in situazioni reali inseriti in realtà falsate. Ovviamente questa è stata la mia interpretazione. Credo che il teatro sia un pò come un bel quadro. Lo si osserva e lo si interpreta ognuno secondo la propria chiave di lettura, secondo il proprio stato d’animo del momento e riuscire a spiegare agli altri cosa ci si vede dentro diviene la cosa più difficile da fare. C’erano spettatori che ridevano di gusto durante scene secondo me drammatiche. Io ci vedevo sarcasmo, loro comicità. Scene rappresentati lati reali e realmente tristi della quotidianeità, che posso far sorridere sì, ma che secondo me, intendevano lasciare amarezza. In ogi caso un’altra bella serata passata tra amici, risate e anche qualche figuraccia da top 10!

i miss

6 Giugno, 2008

A volte non te ne rendi conto, altre volte è palese, ma incontri persone che non volendo ti insegnano tanto, quasi tutto quello che hanno da insegnarti, solo attraverso degli sguardi. Una di queste mi ha insegnato che per quanto una giornata possa sembrarti nera non lo è mai del tutto. Non si dice MAI che giornata di merda, o che pessima giornata. E anche stavolta, solo perchè si è passata una notte in bianco ripensando a tutto e di più, e solo perchè ti sei svegliata con un forte malditesta, e uscendo di casa è venuto a piovere, e le macchine ti hanno inondato passando nelle pozzanghere, e alla posta hai fatto  una fila interminabile, e nessuna delle tue mail ha avuto risposta positiva, e non hai ricevuto le telefonate che avresti voluto ricevere… bhè non è abbastanza per poter dire che è una giornata del cazzo! ed è vero… oggi mi verrebbe voglia di sbattere tutto per l’aria, affacciarmi nuda dal mio sesto piano e gridare sulla gente che sono incazzata e delusa, sfasciare il pc contro il muro e chissà cos’altro, ma in effetti non è successo nulla di irreparabile… e dopotutto, sono solo 3 del pomeriggio…

quando si dice che una canzone descrive al meglio il proprio stato d’animo… eccola la canzone della nottata    LINEA77 IL MOSTRO

consiglio di sparare il volume al max…

buona giornata ;)

cieli e pensieri

24 Maggio, 2008

Ci sono delle immagini che ti vengono in mente all’improvviso, momenti a cui non pensavi da tanto, che ricordi quando credevi di averli dimenticati, le associazioni involontarie di Proust e le sue maledette pètit madeleine. Ieri siamo andati a festeggiare la seconda laureata del gruppo e dopo averla alzata di peso dalla pista da ballo ci siamo diretti verso casa. Era ormai l’alba e sotto l’effettto dell’alchol ho iniziato a ricordare dei momenti a cui non pensavo più da tempo.

Tra i tanti ci sono tre momenti ai quali ho pensato in particoalr modo sul sediolino di dietro in tangenziale guardando il cielo.

 

 

La prima che ricordo con maggiore affetto è l’alba ammirata in Potsdamer Platz con la mia compagna di viaggio. Di ritorno da una delle tante serate techno, un pò annebiate a flesciarci sotto il palazzo a punta (come l’abbiamo facilmente soprannominato) e poi stese sotto la cupola del SonyCenter in silenzio a perderci tra le ombre della stuttura. E’ stato uno dei momenti più belli di quella fantastica esperienza alla quale almeno una volta al giorno penso sorridendo.

La seconda riguarda il mio secondo anno a Pesaro. In tre anni lì ho visto più cieli albeggiare che soli alti a mezzogiorno, ma quello che mi è venuto in mente stamattina riguarda un ritorno da Rimini, con la mia coinquilina, in due su una bici sgangherata recuperata alla stazione, che spezzava il silenzio della città. Al primo bar aperto, ormai alle 6 del mattino, ci siamo sparate una colazione a base di tramezzini tonno e maionese, se ci penso mi viene la nausea…insomma la solita routine.

La terza eravamo a Vieste, il compleanno di Claudia l’anno scorso è durato tre giorni. Lì il sole l’abbiamo aspettato: ci siamo scelti una panchina e abbiamo atteso il primo raggio che uscisse dal mare con gli occhi tutti raggrinziti, per guardarla in faccia quella sfera infuocata.

E poi ce ne sono tante ma tante altre. Di ritorno da aperitivi che iniziavano alle 8 di sera e finivano 10 ore dopo con cornetti e cappucini, di ritorno da serate solodonne sul mio letto a chiacchierare e fumare, il fruscio dell’acqua della fontana in piazza sotto la mia finestra, e di ritorno dai concerti, dalle serate al Velvet, distrutte ma mai abbastanza per poterci godere quella prima luce del mattino.

E stamattina finalmente un’alba tutta Napoletana, da Cuma a Napoli il cielo che schiariva e una foto ci voleva (ma col cellulare,che mi son persa la macchinetta stanotte), caso ha voluto da Salvator Rosa, davanti al nostro Liceo (acronimo di Cielo_ sarà un caso). Quasi a ricordare da dov’è partito tutto!

Organizzazione di eventi

8 Maggio, 2008

Come si organizza una festa a sorpresa di successo???

BENE: prima di tutto bisogna avere un festeggiato abbastanza stralunato che mai vada a pensare che qualcosa bolla in pentola proprio per lui.

Secondo ingrediente indispensabile è un team di amici pronto a tutto e con ottime qualità organizzative a cui lasciare le tue proprie chiavi di casa e una serie di post-it appiccicati su ogni piatto, vassoio, tavolo, ecc… Se poi il team sa anche cucinare fantastiche crostate salate, babà rustici e pasta al forno siamo a cavallo!

Terzo: una casa non toppo grande ma in grado di contenere 25 persone senza che il pavimento sprofondi al piano di sotto preferibilmente abitato da inquilini tendenti alla sordità.

Quarto elemento necessario avere un frigorifero abbastanza capiente da contenere 4 tiramisù di media grandezza, e vino in abbondanza.

La festa a sorpresa riesce ancora meglio se a gridare SORPRESA tra gli invitati c’è qualche faccia totalmente sconosciuta al festeggiato e se affacciandosi dal sesto piano si riesce a beccare in tempo i ladro che sta fregando la macchina alla new-entry del gruppo!

Concludere il tutto con fantastici regali tra cui tre giorni a Lisbona!

Ed è fatta! tempo di cottura: una settimana.

la fine di un’era

2 Maggio, 2008

 

La fine di un’epoca, la fine delle belle vacanze, dei viaggi con la famigliola al completo, la fine di migliaia di km macinati come se niente fosse, delle litigate con la sorellona per chi doveva sedere dalla parte del finestrino, del “partiamo di notte così le bimbe dormono”, del tetris con i bagagli, dell’arriviamo finchè possiamo e sostiamo una notte in autogrill finchè siamo in Italia che domani si riparte presto, con i camion. La fine del “non vedo l’ora di arrivare”, sì ma di arrivare dove? bhò non s’è mai capito!si partiva con una meta e s’arrivava chissà dove e chissà come. Un furgoncino che viaggiava senza stancarsi, senza affannare, certo il massimo erano i 100 all’ora ma solo se in discesa e col vento a poppa. Un furgoncino che in Italia si rifiutava di camminare ma che una vola passato il confine si scatenava, sulle 4 corsie della germania, della francia. Ma non c’era mai fretta. kilomentri e kilomentri fatti per rilassarsi, per stare insieme, almeno un mese intero, perchè dopo 9 di solo lavoro e sola scuola, se lo meritano tutti. Un intero mese di battibbecchi, di risate, di curiosità, di papà che guida e la notte russa al piano di sopra, di mamma che prepara le colazioni, panini, frittatine e caccia fuori i principini così le bimbe stanno buone che il viaggio è lungo. E ancora… le code di notte aspettando l’imbarco, camper, roulotte, camion e auto varie tutti in fila ordinatissimi, e gli sbarchi ancora meglio! sempre d’avanti alla carovana ad aspettare che il muso della nave lasciasse uscire i turisti curiosi. Corsica, Grecia, Croazia, quando mi andava bene, e sennò le capitali le coste dell’Oceano, la Finandia e il circolo polare, la casa di Babbo Natale, la Spagna, quasi tutta, la Normandia e lo sbarco, la Turchia, Istambul quando ancora si poteva, l’olanda e i suoi campi di tulipani, infiniti, il belgio, Berlino l’anno dopo la caduta del muro, rimasta nel cuore, con Parigi e il Louvre, e Bilbao con la festa dell’indipendenza e il Gughenaim, l’Ile d’Oleròns, e poi Praga, e l’Austria, quasi tutta che tanto è piccola si fa in fretta a girarla. E’ finita l’epoca dei campeggi, del trova la piazzola giusta, del “siamo in discesa”, del va a prendere l’acqua, andate a lavare i piatti, no, non mi va, vacci tu. Delle zanzare che ti ronzano nelle orecchie di notte, che per schiacciarle beccavi tua sorella in faccia, di papà che prepara la brace che oggi ha pescato un pesce, che ha beccato un bel polipo, e di mamma che spalma il dopo sole sulle spalle bruciacchiate dal sole, che prepara la borraccia. E come dimenticare le passeggiate nei bochi, immersi nella natura, sfiancanti scarpinetti del chi si ferma è perduto, del non parlare e cammina, del non ti lamentare che dove lo vedi a Napoli tutto questo verde, dei laghi vulcanici che per arrivarci hai voglia a camminare, del risaliamo il fiume e poi facciamoci il bagno, dell’acqua gelata dei torrenti, delle sorgenti. E ancora delle giornate nei musei, nelle chiese, di guarda questo e guarda quello, di Picasso di Matisse di Mirò che a 5 anni già dipingeva, di Van Gogh e dei suoi coltivatori di patate, altro che girasoli e poi l’arte moderna e la contemporanea “e che roba è?lo so fare pure io!e dai ma andiamo al mare…”

Anche quest’era è finita… i viaggi con la famiglia in giro e all’avventura su un Volksvagen dell’83 che ogni tanto perdeva qualche pezzo ma che non si fermava mai, ci portava ovunque volessimo, del frigo che deve stare all’ombra, del tetto di tela che quando piove si tira giù che sennò s’inzuppa e si dorme tutti giù un pò stretti, delle ruote he si bucano, delle officine di strada, dei pezzi di ricambio.

Non credevo ci si potesse afezionare così tanto ad un oggetto. Un furgoncino così piccolo che portava con sè gran parte dei miei ricordi più belli… 18 anni di ricordi… ed ora è pronto a regalarne altri a qualche altro bambino che a bocca aperta si fermerà davanti a qualche spettacolare panorama e incantevole monumento con la sua famiglia e crescerà soprattutto grazie a tutto ciò!

l’importante è riderci su

11 Aprile, 2008

Se il venerdi sera siete in cerca di un diversivo potete sempre venire a napoli, parcheggiare, bere una birra e fare nuovi piacevoli incontri, aspettando che tornino quegli idioti che vi hanno intrappolato la macchina! Devo dire che questa città cadrà anche a pezzi ma che la gente è ancora socievole e disponibile come una volta e trasformare una comune uscita in una fantastica barzelletta non è poi così difficile.

 

Usciti dal locale Charlie e le sue tre Angels si sono diretti alla Supercar dove hanno trovato una spiacevole sorpesa, o sarebbe meglio dire: UN SABOTAGGIO!!! La loro navicella era stata presa in ostaggio dalla perfida ed orribile: FIAT IDEA!!!! dopo varie peripezie il colpevole dell’incauto colpo è uscito allo scoperto e senza spargimento di sangue si è costituito alle autorità

In ordine di apparizione ringraziamo per l’aiuto e il sostegno morale prestatoci:

-le 500 persone presenti nei dintorni che alla domanda :avete una fiat idea arancione hanno risposto: ARANCIONE????? mioddio noooo!!!

- quel mattacchione che ha risposto: no, ho un pensiero blu (quando si dice che il silenzio è più dignitoso )

-il genio che ci ha detto: no, ma se lo vedi picchialo da parte mia

-la Nettezza urbana e la guest star ORSO

-la voce del 113

-l’uomo LEONESSA diretto al bar

-Lapo Elcan

E un saluto particolare va:

-alla sbadata e mortificata, ma nonostante tutto, illesa donna con tre figlie

-agli astuti Vigili Urbani: “e ma se non c’è spazio il carroattrezziere come se la fa a portare?!?!”

-al gentilissimo e fantasioso Agente MENTOS

 

ve la ricordate???