la cosa più importante durante un viaggio, breve o lungo che sia, è non guardare mai l’orologio.
lasciarsi sorprendere dall’arrivo, e dalla partenza.
la durata dello spostamento dipende solo dai tuoi pensieri, le pause dai tuoi sentimenti, le soste dalle tue emozioni.
ogni percorso diventa transizione.
non accadrà mai di arrivare così come sei partito.
impercettibili cambiamenti fanno parte del gioco.
Sempre.

4 Settembre, 2009 alle 3:12 pm |
rivivere il ritorno come cambiamento, la partenza come senza ritorno..
che poi il viaggio si distingue dalla vacanza, come al tempo stesso si discosta notevolmente dalla gita o dallo spostamento dovuto..
l’orologio assume un’altra forma, l’ora un’altra dimensione, la tua descrizione sintetizza e descrive accuratamente il viaggio…ma poi, secondo te in un viaggio si viene o si va?!
7 Settembre, 2009 alle 10:57 am |
Io ho smesso di portare l’orologio da anni.
8 Settembre, 2009 alle 3:16 pm |
“…Il cuore rallenta la testa cammina
in quel pozzo di piscio e cemento
a quel campo strappato dal vento
a forza di essere vento
porto il nome di tutti i battesimi
ogni nome il sigillo di un lasciapassare
per un guado una terra una nuvola un canto
un diamante nascosto nel pane
per un solo dolcissimo umore del sangue
per la stessa ragione del viaggio, viaggiare…”
Fabrizio De André
Khorakhanè – Anime Salve 1996
27 Settembre, 2009 alle 11:09 am |
siamo fatti d’acqua, quando hai bevuto una birra fatto pipì sei per forza diverso…