Cosa si fa quando ti manca quel qualcosa che sai non tornerà, quegli episodi imprevedibili di momenti che non ti appartengono più, quei posti che hai odiato e dei quali ti sei follemente innamorato nell’istante stesso in cui hai dovuto abbandonarli? puoi provare a cercarli ma già sai che non torneranno e tutto ciò che resta sono cumuli di foto, anzi, tristi e freddi gigabite di fotografie, che a sfogliarle fa soltanto male, lunghissime notti in cui non riuscirai a dormire, brevissime ore, sfuggenti ore in cui vorresti riuscire a ricostruire interi anni, due, forse tre, ma inutilmente, perchè più passa il tempo, più i ricordi si trasformano in veloci flash. La voglia di risentire quelle voci è tanta, forse troppa, e sai che cento telefonate non basterebbero, il desiderio, se non il bisogno, di tornare in quei luoghi, in qui giorni, con quelle persone, con quelle voglie, quella testa, quella noia che allo stesso tempo era gioia, quella smania e quei magoni. Ma lo stesso treno che hai preso innumerevoli volte non ti porterà mai più nello stesso luogo. Il posto è quello, ma non la magia che lo avvolge. Ed è lì che nasce la nostalgia.
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10 Settembre, 2008 alle 12:52 am |
non sono i dettagli a fregarti, ma le grandi cose inconsapevolmente non percepite che di conseguenza vengono ridotte al minimo.
Nei nostri luoghi…facevamo un gioco da grandi Noi:giocavamo a prendere il vento ..
quel treno, che abbiamo amato-odiato-vissuto-aspettato-perso-rincorso non è più un mezzo di trasporto, quel mezzo della speranza che ci ha prelevato-rapito, non ha più la stessa destinazione…non ha più la stessa motivazione..prenderlo ora? si trasformerebbe in tutt’ altro.
Non è nostalgia quella provata…essa è un male incurabila, il cambio rotta di un treno pur non avendo una meta ben precisa si presenta come un’ ottima soluzione a questa male incurabile.
So che hai capito ciò che volevo dire.
Non prender nessun treno, attrezzati di scarpe comode ma economiche e cammina, cammina…i piedi ti devon far male fino a sanguinare..come una ballerina.
11 Settembre, 2008 alle 8:47 pm |
e tu hai capito me!