Ci sono delle immagini che ti vengono in mente all’improvviso, momenti a cui non pensavi da tanto, che ricordi quando credevi di averli dimenticati, le associazioni involontarie di Proust e le sue maledette pètit madeleine. Ieri siamo andati a festeggiare la seconda laureata del gruppo e dopo averla alzata di peso dalla pista da ballo ci siamo diretti verso casa. Era ormai l’alba e sotto l’effettto dell’alchol ho iniziato a ricordare dei momenti a cui non pensavo più da tempo.
Tra i tanti ci sono tre momenti ai quali ho pensato in particoalr modo sul sediolino di dietro in tangenziale guardando il cielo.
La prima che ricordo con maggiore affetto è l’alba ammirata in Potsdamer Platz con la mia compagna di viaggio. Di ritorno da una delle tante serate techno, un pò annebiate a flesciarci sotto il palazzo a punta (come l’abbiamo facilmente soprannominato) e poi stese sotto la cupola del SonyCenter in silenzio a perderci tra le ombre della stuttura. E’ stato uno dei momenti più belli di quella fantastica esperienza alla quale almeno una volta al giorno penso sorridendo.
La seconda riguarda il mio secondo anno a Pesaro. In tre anni lì ho visto più cieli albeggiare che soli alti a mezzogiorno, ma quello che mi è venuto in mente stamattina riguarda un ritorno da Rimini, con la mia coinquilina, in due su una bici sgangherata recuperata alla stazione, che spezzava il silenzio della città. Al primo bar aperto, ormai alle 6 del mattino, ci siamo sparate una colazione a base di tramezzini tonno e maionese, se ci penso mi viene la nausea…insomma la solita routine.
La terza eravamo a Vieste, il compleanno di Claudia l’anno scorso è durato tre giorni. Lì il sole l’abbiamo aspettato: ci siamo scelti una panchina e abbiamo atteso il primo raggio che uscisse dal mare con gli occhi tutti raggrinziti, per guardarla in faccia quella sfera infuocata.
E poi ce ne sono tante ma tante altre. Di ritorno da aperitivi che iniziavano alle 8 di sera e finivano 10 ore dopo con cornetti e cappucini, di ritorno da serate solodonne sul mio letto a chiacchierare e fumare, il fruscio dell’acqua della fontana in piazza sotto la mia finestra, e di ritorno dai concerti, dalle serate al Velvet, distrutte ma mai abbastanza per poterci godere quella prima luce del mattino.
E stamattina finalmente un’alba tutta Napoletana, da Cuma a Napoli il cielo che schiariva e una foto ci voleva (ma col cellulare,che mi son persa la macchinetta stanotte), caso ha voluto da Salvator Rosa, davanti al nostro Liceo (acronimo di Cielo_ sarà un caso). Quasi a ricordare da dov’è partito tutto!
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24 Maggio, 2008 alle 6:58 pm |
flash di attimi vissuti nella vita
ce ne sono certi poi che ti restano veramente dentro, e lo copisci quando le vedi che le ricorderai nel corso della vita…
ciao carissima, buona domenica
26 Maggio, 2008 alle 10:14 am |
brava, almeno qualcosa su berlino… ti ricordi di quando dicevi che avresti aperto il blog per documentare la tua esperienza …
26 Maggio, 2008 alle 11:06 am |
pienamente d’accondo con Irish!
Rigel ci sono delle esperienze difficili, se non impossibili, da descrivere… le parole non rendono.. MEGLIO VIVERLA CHE RACCONTARLA!
BUONA SETTIMANA A TUTTI!
31 Maggio, 2008 alle 12:54 pm |
Sicuramente meglio viverle che raccontarle.
C’è chi dice che i ricordi siano 1 po’ crudeli,io penso che a volte possono essere anche dolci.
Buon we
Ciao!
Riccardo