Paradossi in diretta
Oh!Finalmente ha smesso di piovere e tuonare e finalmente si sono rallegrati gli umori. Questo weekend la città, dopo una settimana di vento pioggia e gelo, si è di nuovo risvegliata col sorriso e riversata nelle strade senza ombrelli e senza dover scanzare le pozzanghere. Sabato pomeriggio il centro storico è rinato e anche io, come i turisti, mi sono dedicata al viavai tra negozi e bar, fino ad arrivare in piazza del Plebiscito a prendere il sole e godermi la giornata, riuscendo addirittura a trascinarmi dietro i più pigro dei pigri. Con immenso piacere ho notato che c’è ancora l’istallazione di Michelangelo Pistoletto “Love differences” ad occupare parte della piazza. Quest’inverno, quando è apparsa per la prima volta, non sono riuscita a dedicarle abbastanza attenzione a causa dello studio, ma l’altro giorno mi sono rifatta.

Scritte luminose in lingue differenti e colori vari si alternano sul cornicione superiore della chiesa e sagome metalliche che delineano i confini delle terre del Mediterraneo emergono dal suolo. Ci siamo fermati un pò a prendere il sole, noi sdraiati sulla costa dell’Egitto, ed è stato divertente ascoltare i commenti dei passanti che si interrogavano sulla funzione e sul significato di quella enorme istallazione, ed ho notato che la maggior parte delle persone si concentrava sugli Stati di ferro non notando affatto le scritte al neon che esortavano chiaramente: AMA LE DIFFERENZE. La funzione di quell’istallazione? ma l’arte non ha alcuna funzione, mi dicevo, il suo unico e vero scopo (a mio parere certo!) è da sempre quello di stimolare le menti a riflettere, stuzzicarle, distrarle e svegliarle contemporaneamente, provocarle, puntare il dito su ciò che li circonda, sul mondo e sulle sfumature che la gente ha sotto gli occhi ma che è troppo impegnato per notarli.
Ma anche lì, al centro della piazza, dove il messaggio era chiaro, addirittura scritto e luminoso sulle loro teste, e forte e solido sotto i loro piedi, nessuno riusciva a coglierlo, tutti a cercare un significato o addirittura una funzione più complessa di quella che invece in modo elementare si proponeva loro… e lì sorridendo tra me e me, ho pensato… che l’ennesimo paradosso si era appena compiuto!

Tag: Napoli, love differences, michelangelo pistoletto, paradossi
2 Aprile, 2008 alle 12:34 pm
AMO LE DIFFERENZE
3 Aprile, 2008 alle 10:57 am
tittiiiiiiiiii!!!! ma che bello vederti qua!!! mi ha fatto piacere “sentirti”!! tanti saluti ad ale e torna ca sta casa aspetta a te!!! ihihihi!!!
3 Aprile, 2008 alle 3:00 pm
mi piace l’idea che piazza plebiscito ogni tanto ospiti questo tipo di esternazioni artistiche, l’aveva già fatto con le scritte proiettate sui palazzi, ricordi? l’arte che scende in strada e si fonde con la città riesce ad affascinarmi davvero. e la gente cerca significati perchè ormai è abituata a non fidarsi di nulla!
3 Aprile, 2008 alle 3:10 pm
rigel sono d’accordissimo con te!
io ho amato l’istallazione di rebecca horn con i teschi conficcati nel pavimento e quei cerchi di neon sospesi per aria… quella che hanno tutti tanto criticato!ma mi sa che tu non eri da queste parti a quei tempi!peccato!
3 Aprile, 2008 alle 7:35 pm
eccomi qua sono io il pigro in questione….grazie per avermi trascinato nella nostra jurnat e sol
3 Maggio, 2008 alle 7:54 am
è sempre un piacere “trascinarti” con me!
12 Luglio, 2008 alle 11:58 am
[...] Per la serie: IL FUMO UCCIDE… TE NE REGALO UN PACCHETTO… paradossale?! [...]