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15 Maggio, 2008 by auryness
quando sei in un vicolo cieco senza idee…quando stai per fare una cosa: fermati, e fai l’esatto opposto di quello chee stavi per fare
quando sei in un vicolo cieco senza idee…quando stai per fare una cosa: fermati, e fai l’esatto opposto di quello chee stavi per fare
Partire da Roma è stato indispensabile, ma anche dormire in Aeroporto fa parte dell’esperienza. Partiti alle 5 e Arrivati a Lisbona alle 8 ora locale con la schiena già a pezzi ci siamo permessi una doccia veloce e poi subito in giro per la città, che non starò qui a descrivere monumento per monumento, non ha senso… i viaggi raccontati,si sa, non rendono! Dopo le prime chiese e i primi negozi ci ficchiamo in un vicoletto e ci sediamo in un baretto nel cortile di un palazzo e ordiniamo una bella bottiglia di vino verde tipico portoghese e via verso l’ebrezza! un pò brilli decidiamo di proseguire il nostro cammino ancora qualche giro barcollando e via su uno di quei bei bus che si fanno il giro della città e ti spiegano tutto in tutte le lingue tranne che nella tua. Sarà stata colpa del lungo viaggio di cui eravamo reduci, o del buon vino entrato in circolo, o della colonna sonora proposta dalla guida, chissà, fatto sta che i due viaggiatori si addormentano sul pullman! …è necessario specificare che qualcuno russava.
svegliati in tempo per la fermata cloù ammiriamo ancora qualche bel monumento e palazzo e senza nemmeno mangiare torniamo in albergo dove ignoriamo la sauna e la jacuzzi che ci erano gentilmente offerte, per addormentarci vergognosamente alle 8 di sera. …è necessario specificare che era ancora pieno giorno.
Svegli all’alba meno un quarto grande colazione continentale e su per il quartiere vecchio, bellissimo, caratteristico, pittoresco, e dopo una tappa in uno di quei paesini caratteristici fuori dalla capitale ci siamo diretti verso l’Oceano. Non poteva mancare, anzi, non doveva mancare. Ci siamo andati apposta a Lisbona.
Volevamo respirare l’aria dell’Oceano, prendere il vento che arrivava dall’altra parte del mondo, e sapere cosa si provava a stare sulla punta più occidentale dell’Europa, seguire il contorno di un continete fin dove l’occhio riesce, e vedere la linea dell’orizzonte diventare curva … è necessario specificare che qualcuno si è emozionato.
Fatto tutto ciò, quello che ne è seguito è stato turismo consumista allo stato puro. Shopping, cenetta tipica, giro dei localini notturni del barrio Alto, incontri con i pazzi della notte, restare intrappolata tra le porte della metro, macchiarsi e ustionarsi col caffè bollente addosso… nel complesso, un viaggetto fantastico…un’altra meta toccata.
Come si organizza una festa a sorpresa di successo???
BENE: prima di tutto bisogna avere un festeggiato abbastanza stralunato che mai vada a pensare che qualcosa bolla in pentola proprio per lui.
Secondo ingrediente indispensabile è un team di amici pronto a tutto e con ottime qualità organizzative a cui lasciare le tue proprie chiavi di casa e una serie di post-it appiccicati su ogni piatto, vassoio, tavolo, ecc… Se poi il team sa anche cucinare fantastiche crostate salate, babà rustici e pasta al forno siamo a cavallo!
Terzo: una casa non toppo grande ma in grado di contenere 25 persone senza che il pavimento sprofondi al piano di sotto preferibilmente abitato da inquilini tendenti alla sordità.
Quarto elemento necessario avere un frigorifero abbastanza capiente da contenere 4 tiramisù di media grandezza, e vino in abbondanza.
La festa a sorpresa riesce ancora meglio se a gridare SORPRESA tra gli invitati c’è qualche faccia totalmente sconosciuta al festeggiato e se affacciandosi dal sesto piano si riesce a beccare in tempo i ladro che sta fregando la macchina alla new-entry del gruppo!
Concludere il tutto con fantastici regali tra cui tre giorni a Lisbona!
Ed è fatta! tempo di cottura: una settimana.
La fine di un’epoca, la fine delle belle vacanze, dei viaggi con la famigliola al completo, la fine di migliaia di km macinati come se niente fosse, delle litigate con la sorellona per chi doveva sedere dalla parte del finestrino, del “partiamo di notte così le bimbe dormono”, del tetris con i bagagli, dell’arriviamo finchè possiamo e sostiamo una notte in autogrill finchè siamo in Italia che domani si riparte presto, con i camion. La fine del “non vedo l’ora di arrivare”, sì ma di arrivare dove? bhò non s’è mai capito!si partiva con una meta e s’arrivava chissà dove e chissà come. Un furgoncino che viaggiava senza stancarsi, senza affannare, certo il massimo erano i 100 all’ora ma solo se in discesa e col vento a poppa. Un furgoncino che in Italia si rifiutava di camminare ma che una vola passato il confine si scatenava, sulle 4 corsie della germania, della francia. Ma non c’era mai fretta. kilomentri e kilomentri fatti per rilassarsi, per stare insieme, almeno un mese intero, perchè dopo 9 di solo lavoro e sola scuola, se lo meritano tutti. Un intero mese di battibbecchi, di risate, di curiosità, di papà che guida e la notte russa al piano di sopra, di mamma che prepara le colazioni, panini, frittatine e caccia fuori i principini così le bimbe stanno buone che il viaggio è lungo. E ancora… le code di notte aspettando l’imbarco, camper, roulotte, camion e auto varie tutti in fila ordinatissimi, e gli sbarchi ancora meglio! sempre d’avanti alla carovana ad aspettare che il muso della nave lasciasse uscire i turisti curiosi. Corsica, Grecia, Croazia, quando mi andava bene, e sennò le capitali le coste dell’Oceano, la Finandia e il circolo polare, la casa di Babbo Natale, la Spagna, quasi tutta, la Normandia e lo sbarco, la Turchia, Istambul quando ancora si poteva, l’olanda e i suoi campi di tulipani, infiniti, il belgio, Berlino l’anno dopo la caduta del muro, rimasta nel cuore, con Parigi e il Louvre, e Bilbao con la festa dell’indipendenza e il Gughenaim, l’Ile d’Oleròns, e poi Praga, e l’Austria, quasi tutta che tanto è piccola si fa in fretta a girarla. E’ finita l’epoca dei campeggi, del trova la piazzola giusta, del “siamo in discesa”, del va a prendere l’acqua, andate a lavare i piatti, no, non mi va, vacci tu. Delle zanzare che ti ronzano nelle orecchie di notte, che per schiacciarle beccavi tua sorella in faccia, di papà che prepara la brace che oggi ha pescato un pesce, che ha beccato un bel polipo, e di mamma che spalma il dopo sole sulle spalle bruciacchiate dal sole, che prepara la borraccia. E come dimenticare le passeggiate nei bochi, immersi nella natura, sfiancanti scarpinetti del chi si ferma è perduto, del non parlare e cammina, del non ti lamentare che dove lo vedi a Napoli tutto questo verde, dei laghi vulcanici che per arrivarci hai voglia a camminare, del risaliamo il fiume e poi facciamoci il bagno, dell’acqua gelata dei torrenti, delle sorgenti. E ancora delle giornate nei musei, nelle chiese, di guarda questo e guarda quello, di Picasso di Matisse di Mirò che a 5 anni già dipingeva, di Van Gogh e dei suoi coltivatori di patate, altro che girasoli e poi l’arte moderna e la contemporanea “e che roba è?lo so fare pure io!e dai ma andiamo al mare…”
Anche quest’era è finita… i viaggi con la famiglia in giro e all’avventura su un Volksvagen dell’83 che ogni tanto perdeva qualche pezzo ma che non si fermava mai, ci portava ovunque volessimo, del frigo che deve stare all’ombra, del tetto di tela che quando piove si tira giù che sennò s’inzuppa e si dorme tutti giù un pò stretti, delle ruote he si bucano, delle officine di strada, dei pezzi di ricambio.
Non credevo ci si potesse afezionare così tanto ad un oggetto. Un furgoncino così piccolo che portava con sè gran parte dei miei ricordi più belli… 18 anni di ricordi… ed ora è pronto a regalarne altri a qualche altro bambino che a bocca aperta si fermerà davanti a qualche spettacolare panorama e incantevole monumento con la sua famiglia e crescerà soprattutto grazie a tutto ciò!
E lo so…come amano ripetere le mie amiche: SONO PESSIMA! ho tralasciato il mio blog per più di una settimana ma ho avuto le mie ragioni!!! prima di tutto sono stata in giro a fare qualche altro colloquio, e non voglio anticipare niente ma mi sa mi sa che qualcosa inizia a bollire in pentola. In secondo luogo -rullo di tamburi- ho guidato!!!!!!!!!!! e si ho fatto i miei primi 4 km!!! lo so sono penosa, 22 anni e ancora nn ho la patente, che forse è meglio così, mi sono e ho risparmiato all’intera umanità 4 anni di incidenti, imprecazioni e bestemmie varie, ma la patente serve! e così freno frizione colpetto di acceleratore e wruaaaaaaaamm ho messo per fino la seconda!!e si lo so che è ovvio e che in prima nn si cammina ma io mi sono emozionata scusate, e poi non è che ho guidato una macchinina così, ho portato una station vagon! e mica cacchi!in salita in discesa e con mio padre accanto che non mollava il freno a mano!paura eh?!?!?! eppure me la sono cavata benissimo, oddio in realtà non so perchè ma faccio meglio le manovre e la ratromarcia che i rettilinei, ciononostante non ho distruto nessuno specchietto, non sono caduta nel burrone e non ho ammaccato i paraurti!

in più ho trovato un fantastico sito dove esercitarmi anche con i quiz della scuola guida…maledette crocette diaboliche!
Come promesso a me stessa sono stata una disinformata per un’intera settimana. Per sette giorni non ho acceso tv e non ho letto giornali, mi sono purificata e disintossicata dall’ira che mi aveva assalito lunedi scorso e non dico di essere guarita ma quasi…Sarebbe meglio ammettere la realtà e dire che ci ho provato ma che non ci sono riuscita, ma giuro che l’intenzione c’era.
Di cose da fare ne ho avute, a partire dai lunghi due giorni passati a Caserta per una sottospecie di colloquio che io preferisco ironicamente chiamare prova di sopravvivenza e autocontrollo ma ahimè terminato con un pomeriggio di shopping convulso. Due giorni interi ad ascoltare le più grosse cacchiate riguardo un’ Azienda che sarà anche la terza in Italia riguardo l’arredamento di interni ma che a professionalità è pari a ZERO! Parole parole parole sputate fuori con saccenza arroganza e finta simpatia, buonismo sfegatato e giri di parole e paroloni usati per confondere manco fossimo una banda di analfabeti intontiti. In realtà intontita ci sono diventata dopo 9 ore di chiacchiere inutili, o presentazione aziendale come piaceva chiamarla a loro, senza pranzare (no, non ci è stato permesso di mangiare se non qualche biscottino..temevano un calo dell’attenzione dovuto alla digestione O_o !!!!!!!!) E come se non bastasse ci sono stati proposti fintissimi test da compilare per dimostrare quanto sei coerente motivato e disposto a farti mettere i piedi in testa… il tutto per arrivare a capire per quale posizione professioncaale (si, anche quasto è un eufemismo) eri stato convocato lì… succo del discorso??? un bel Co.Co.Pro. meglio conosciuto come contratto di collaborazione a progetto, onel prfilo di: CONSULENTE DI MARGKETING, o per quelli più ingamba CAPO AREA il tutto per fantastici 300€ mensili al raggiungimento di TOT appuntamenti. (Mi sono cadute le braccia…tutta sta tiritera per 300€ al mese LORDI e 24 ore al giorno di citofoni e campanelli…e si perchè se non raggiungi i TOT appuntamenti previsti dall’azienda mica te la danno quella sputazza di soldi?!)
Ma per poter capire meglio il senso di tutto ciò facciamo una breve equazione matematica:
se CONSULENTE DI MKTN sta a VENDITORE PORTA A PORTA
e CAPO AREA sta a PROMOTER/CALL CENTER
e reso noto che 300€ LORDI stanno a minimo 16 ore lavorative giornaliere
a cosa è uguale CO.CO.PRO.?
SOLUZIONE: COme COminciare a PROstituirsi
lo so che l’ultimo post era all’insegna dell’ottimismo, ma dopo tre giorni da scrutinatrice e dopo un pomeriggio passato ad aprire schede elettorali con X nei posti sbagliati non so davvero dove prenderlo l’ ottimismo…

Sono delusa dagli Italiani, infuriata verso tutto ciò che rientra sotto la categoria “politica”, sconvolta dal più del 9% dei voti aggiudicati alla Lega, estremamente intollerante alla cazzate che tra qualche minuto verranno dette in tutti i programmi tv, per quelle che ci siamo sorbiti per anni e per la prevedibile quantità di stronzate e di ingiustizie che ci cadranno addosso nei prossimi 5 anni sottoforma di enorme valanga.
Sono allibita al pensiero che gli Italiani siano così assopiti (x usare un eufemismo) da non riuscire a prevedere ciò che già abbiamo subìto… il che è l’ennesimo paradosso…
Mi fa sbroccare il fatto che quell’ imbecille adesso si prenderà tutto il merito, xchè di certo non verrà detto che quelli non sono tutti voti suoi, bensì i suoi + quelli del suo futuro portaborse Fini + quelli del ridicolo leghista, e che invece Valter, nonostante lasconfitta, può camminare a testa alta tra i seggi visti i consensi tutti suoi.
Sono disgustata, esasperata e sconfortata xchè domani andrò a fare un colloquio e invece di un contratto mi proporranno un compromesso con la mia dignità, perchè non avrò più il piacere di leggere un quotidiano che già prima ne leggevo pochi ma da domani farò a meno di comprarli, perchè per i prossimi 5 anni dubito che guarderò un telegiornale nè qualsiasi altro programma televisivo senza farmi venire l’ulcera, perchè FACCIADACULO sarà dappertutto a fare e a farci fare figure di niente, ma soprattutto perchè da oggi, se è questa l’Italia, nel modo più assoluto NON MI SENTO ITALIANA. Non voglio essere rappresentata da questo governo, anzi, da questo schifo!Non voglio che un razzista leghista che non si capisce un cazzo quando parla decida per noi assieme ad un egocentrio più rifatto della Parietti e della Marini messe insieme,ma soprattutto:
non voglio dover vergognarmi del mio Paese.
Ma è così difficile capire che il Pdl è come la CocaCola? hanno solo un’ottima strategia di marketing ma in realtà non è altro che un accozzaglia di ingredienti insani che ti farà venire l’ulcera….
Se il venerdi sera siete in cerca di un diversivo potete sempre venire a napoli, parcheggiare, bere una birra e fare nuovi piacevoli incontri, aspettando che tornino quegli idioti che vi hanno intrappolato la macchina! Devo dire che questa città cadrà anche a pezzi ma che la gente è ancora socievole e disponibile come una volta e trasformare una comune uscita in una fantastica barzelletta non è poi così difficile.
Usciti dal locale Charlie e le sue tre Angels si sono diretti alla Supercar dove hanno trovato una spiacevole sorpesa, o sarebbe meglio dire: UN SABOTAGGIO!!! La loro navicella era stata presa in ostaggio dalla perfida ed orribile: FIAT IDEA!!!! dopo varie peripezie il colpevole dell’incauto colpo è uscito allo scoperto e senza spargimento di sangue si è costituito alle autorità
In ordine di apparizione ringraziamo per l’aiuto e il sostegno morale prestatoci:
-le 500 persone presenti nei dintorni che alla domanda :avete una fiat idea arancione hanno risposto: ARANCIONE????? mioddio noooo!!!
- quel mattacchione che ha risposto: no, ho un pensiero blu (quando si dice che il silenzio è più dignitoso )
-il genio che ci ha detto: no, ma se lo vedi picchialo da parte mia
-la Nettezza urbana e la guest star ORSO
-la voce del 113
-l’uomo LEONESSA diretto al bar
-Lapo Elcan
E un saluto particolare va:
-alla sbadata e mortificata, ma nonostante tutto, illesa donna con tre figlie
-agli astuti Vigili Urbani: “e ma se non c’è spazio il carroattrezziere come se la fa a portare?!?!”
-al gentilissimo e fantasioso Agente MENTOS
ve la ricordate???
Libera informazione e libero stato. Questo è il tema del secondo V-day che, dopo quello dell’8 settembre, si ripropone con una nuova protesta, o sarebbe meglio dire, richiesta? Perchè in fondo ogni cittadino ha il diritto di poter dire ciò che non gli va giù e chiedere che sia cambiato, ed ogni nostro rappresentante ha invece il sacrosanto DOVERE, se non di accontentarci, perlomeno di ascoltarci e venirci incontro. Un Dovere al quale da troppo tempo, e in troppi, dimenticano di adempiere.
Non voglio scrivere un post polemico nel mio bel blog che per lo più scrivo e aggiorno per rilassarmi, ma semplicemente mi va di essere parte di questo evento. Lo spazio che ci lasciano è già poco, se non ce lo prendiamo nemmeno quel pezzettino..
Perchè c’è sempre qualcosa che possiamo fare!
A proposito: io sono il 60387! …e tu?
Concedetemi un brevissimo flash! sono andata a vedere “Il cacciatore di aquiloni”… Fantastico! se si pensa che è tratto da una storia vera poi si giustificano ancora di più ifiumi di lacrime che scorrevano in sala (e va bene si anche le mie, giusto qualcuna eh!-resto pur sempre un camionista). La storia di un’amicizia, la storia di un Paese che cambia, che viene stravolto, la storia di un popolo a cui viene strappata la sua identità, ma soprattutto… un pezzo di storia. Molti mi hanno detto che il libro da cui è tratto è ancora più coinvolgente e toccante, ma credo che questo accada con la maggior parte dei film che sono tratti dai libri. Chiunque vede il film tratto da un libro che ha letto resta deluso dalla sua riproduzione sul grande schermo. Le riproduzioni cinematografiche, la regia e la fotografia di grandi professionisti, non sempre sono in grado di reggere il confronto con le descrizioni dettagliate , i tempi e i ritmi scanditi da chi la storia la crea parola dopo parola e pagina dopo pagina e di chi a sua volta se la ri-crea, leggendola, attraverso la propria immaginazione, proiettandola su uno schermo apparentemente minuscolo, ma in realtà infinito, quello della sua mente.
“Sono diventato la persona che sono oggi all’età di dodici anni, in una gelida giornata invernale del 1975. Ricordo il momento preciso: ero accovacciato dietro un muro di argilla mezzo diroccato e sbirciavo di nascosto nel vicolo lungo il torrente ghiacciato. È stato tanto tempo fa. Ma non è vero, come dicono molti, che si può seppellire il passato. Il passato si aggrappa con i suoi artigli al presente. Sono ventisei anni che sbircio di nascosto in quel vicolo deserto. Oggi me ne rendo conto. ”
tratto da: “Il cacciatore di aquiloni” Khaled Hosseini
Si lo so che avevo detto che sarebbe stato un breve flash…ma mi sono lasciata andare un pò! che ne pensate del mix che mi sono concessa tra book e movie ? rende l’idea?!